Personalizza le preferenze di consenso

Utilizziamo i cookie per aiutarti a navigare in maniera efficiente e a svolgere determinate funzioni. Troverai informazioni dettagliate su tutti i cookie sotto ogni categoria di consensi sottostanti. I cookie categorizzatati come “Necessari” vengono memorizzati sul tuo browser in quanto essenziali per consentire le funzionalità di base del sito.... 

Sempre attivi

I cookie necessari sono fondamentali per le funzioni di base del sito Web e il sito Web non funzionerà nel modo previsto senza di essi. Questi cookie non memorizzano dati identificativi personali.

I cookie funzionali aiutano a svolgere determinate funzionalità come la condivisione del contenuto del sito Web su piattaforme di social media, la raccolta di feedback e altre funzionalità di terze parti.

I cookie analitici vengono utilizzati per comprendere come i visitatori interagiscono con il sito Web. Questi cookie aiutano a fornire informazioni sulle metriche di numero di visitatori, frequenza di rimbalzo, fonte di traffico, ecc.

I cookie per le prestazioni vengono utilizzati per comprendere e analizzare gli indici di prestazione chiave del sito Web che aiutano a fornire ai visitatori un'esperienza utente migliore.

I cookie pubblicitari vengono utilizzati per fornire ai visitatori annunci pubblicitari personalizzati in base alle pagine visitate in precedenza e per analizzare l'efficacia della campagna pubblicitaria.

Il Messaggero 30 giugno 2008 – Annabella d'Avino

Mattei, l’archivio
popolato di sogni

di ANNABELLA d’AVINO
«Io scrivo per districare la matassa dei fili che si dipartono dalla mia esistenza e aprire un varco nel labirinto del mondo». Questa frase racchiude il senso della narrativa di Annarosa Mattei (nella foto di Muriel Oasi), autrice di saggi sulla poesia del Novecento, che si occupa di teoria e didattica della letteratura. Il suo secondo romanzo, L’Archivio segreto (Mondadori, 250 pagine, 13,00 euro), si apre con un pranzo fra quattro amiche in cui si discute di arte e cultura varia con un’ironica leggerezza offuscata da sofferenze personali. Poi un notturno popolato da sogni in cui esplorare le cose che accadono «senza logica e ragione»; ancora lo spazio e il tempo di un lungo giorno che si snoda in una passeggiata senza meta nelle strade di Roma fra Campo Marzio, il Ghetto, il Teatro Marcello, il Campidoglio. L’io narrante, donna matura che ama coltivare la propria solitudine, si aggira nei luoghi dove si sovrappongono «i mondi di oggi e quelli di allora» mentre osserva, ricorda, incontra amici, riflette, pensa in rima. Nel frastuono del presente riesce a vedere ombre del passato e sentire le voci di animali filosofi come il gatto randagio che la spinge a «recitare a dovere la parte che ti stata assegnata». Un’altra notte con l’abbandono «nel vuoto senza alcuna paura» chiude questo percorso poetico e visionario alla ricerca di identità, di coscienza, di significati nella commedia del vivere, nella babele dell’esistere. Eppure il personaggio più bello è un vecchio commerciante, saggiamente sicuro che «la vita non si pensa, si vive solamente, senza la pretesa di capire dove va a parare».

Add Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Pin It on Pinterest

Revisit consent button
Close
Logo
Logo